Una piazza nata da sola
La mobilitazione era stata annunciata sui social dal Movimento 17 ottobre, una rete giovanile nata dalla protesta contro il caro vita. Il giorno prima il movimento aveva cambiato strategia: niente piazze fisse, ma punti di ritrovo comunicati solo all'ultimo momento, alle 14:30. Quei punti, a Firenze, non sono mai arrivati. E allora i ragazzi hanno fatto da soli. Come ha raccontato al Corriere Fiorentino Calì, studentessa delle superiori, molti giovani hanno girato varie piazze del centro finché in Santa Maria Novella si è formato un capannello che ha spinto tanti altri a fermarsi. Luca, studente universitario, ha spiegato che la piazza si era ritrovata spontaneamente sull'ultimo annuncio del movimento, non avendo altri punti di riferimento.
Alle 15:28 in piazza c'erano già due o trecento persone. Alle 16:07 erano tra le trecento e le quattrocento, forse cinquecento: soprattutto giovani e giovanissimi, ma anche persone di una certa età, ferme in modo pacifico ad aspettare. Lo schieramento delle forze dell'ordine, visto dalla piazza, ci è sembrato meno imponente di quanto annunciato. Il Firenze Post contava circa quattrocento ragazzi; la questura, secondo il Corriere Fiorentino, tra cinquecento e ottocento partecipanti.
La trattativa e la partenza
Poi è successa la cosa più importante della giornata, quella che raramente fa notizia: i manifestanti hanno trattato con la polizia e hanno chiesto di sfilare per una manifestazione, parole loro, «solo contro il caro vita e il governo». Il percorso è stato concordato verso piazza Santo Spirito, con gli agenti in testa. Verso le 16:10 il corteo si è messo in moto con un lungo applauso, al grido di «Siamo tutti antifascisti».
Non c'erano bandiere di partito, non c'erano striscioni di sigle o organizzazioni riconoscibili. C'erano cartelli scritti a mano. «Finanziamo la cultura, non la paura», diceva uno. Quello di Gaia, studentessa di Lettere, riassumeva tutto con ironia: «Con questo carovita mi ubriaco con l'acqua». Tra gli slogan anche la solidarietà agli autotrasportatori, colpiti dal rincaro del gasolio.
Le ragioni di chi era in piazza
Ascoltare i ragazzi è stato il cuore del pomeriggio. Calì lo ha detto senza giri di parole: «Abbiamo scuole che cadono a pezzi e il governo invece pensa a investire sulle armi». E ha aggiunto: «Se avevamo paura di infiltrati violenti? Sì, ne avevamo, ma non possiamo per questo farci spaventare e rinunciare a manifestare». Luca ha raccontato di essere stato fortunato a trovare un affitto a 400 euro, ma di conoscere ragazzi iscritti all'università che non riescono a venire a Firenze perché le famiglie non possono spendere 900 euro al mese. Andrea, studente francese, per lo stesso motivo fa il pendolare da Prato.
Sono numeri che a Firenze gli studenti denunciano da tempo. L'Unione degli Universitari ricorda che la città è la seconda in Italia per costo medio di una stanza singola, intorno ai 630 euro al mese, e già il 16 ottobre circa duemila persone avevano sfilato da Santa Maria Novella a San Lorenzo contro il caro vita e per la scuola. Treccani, nel ricostruire perché l'Italia è scesa in piazza da Nord a Sud, ricorda che l'appello chiamava a protestare contro salari bassi, tasse alte, rincari di cibo e carburante e tagli alla scuola.
La frase più dura l'ha gridata Filion, 21 anni, di origine albanese, quasi in lacrime: «Vogliamo un c... di futuro in questo Paese». Lavora come cameriere 64 ore a settimana per 1.500 euro al mese, metà in nero. «Come si fa a vivere così?». Accanto a lui si è infilato anche James, un turista inglese di 31 anni: «Do la mia solidarietà, per i giovani è lo stesso in tutti i Paesi».
Un corteo che cresce
Il corteo ha attraversato l'Oltrarno, è salito per via Romana fino a piazza della Calza e Porta Romana, poi è tornato indietro fino a piazza Santo Spirito. Lungo la strada la gente si è unita: per il Firenze Post i partecipanti hanno superato il migliaio, e all'arrivo in Santo Spirito il Corriere Fiorentino ne contava oltre mille. Dalla piazza, alle 17:17, la nostra impressione è stata che le persone fossero cinque volte quelle della partenza: una valutazione a occhio, non un conteggio, ma che dà l'idea di quanto il corteo si sia ingrossato strada facendo.
Per tutto il tragitto che abbiamo seguito il clima è rimasto tranquillo: nessun tafferuglio, nessun intervento particolare delle forze dell'ordine. Una manifestazione politica nel senso più pieno, ma senza padrini politici, fatta da persone che non si riconoscono in nessuna sigla e che hanno scelto di metterci la faccia.
Il consiglio di un vecchio sessantottino
In Santo Spirito, al megafono, ha preso la parola Vincenzo, 77 anni. Le sue parole, riportate dal Corriere Fiorentino, sono forse il messaggio più bello della giornata: «Io sono un vecchio sessantottino. Mi sono commosso nel vedervi oggi. Voglio darvi un consiglio: datevi un'organizzazione, un'organizzazione democratica. Senza ogni vostra iniziativa sarà destinata a finire».
È un ponte tra generazioni che dice molto. Qualche giorno prima la sindaca Sara Funaro aveva ricordato che «Firenze è sempre stata città di tante manifestazioni, dove ognuno ha espresso il proprio pensiero in libertà». Sabato pomeriggio, tra Santa Maria Novella e Santo Spirito, quella libertà l'hanno esercitata ragazzi che chiedevano scuole sicure, affitti sostenibili, salari dignitosi e un futuro in cui credere. Chi governa farebbe bene ad ascoltarli, prima di guardarli soltanto come un problema di ordine pubblico.
Fonti
- Corriere Fiorentino, «Il racconto delle manifestazioni a Firenze in diretta», 24 ottobre 2026
- Firenze Post, «Firenze, corteo da Santa Maria Novella: trattativa con gli agenti. "Solo manifestazione contro caro vita e governo"», 24 ottobre 2026
- Il Tirreno, «Firenze e Toscana, corteo di sabato 24 ottobre: città blindata, oltre 500 agenti in campo e luogo ancora segreto», 24 ottobre 2026
- AGI, «Cortei a Milano e Roma, il Movimento 17 ottobre sfida la polizia», 23 ottobre 2026
- gonews.it, «Manifestazione a Firenze annunciata sui social: "Non tolleriamo episodi di violenza"», 21 ottobre 2026
- La Nazione, «Le tende tornano sotto Palazzo Vecchio. La protesta degli studenti contro il caro vita continua: "Mancano le prospettive per il futuro"», ottobre 2026
- Treccani, «Carovita, scuola e gasolio: perché l'Italia è scesa in piazza da Nord a Sud»
