giovedì 30 giugno 2016

Spazio Informazione Libera avrà una categoria dedicata alla cucina


Dal momento che gli autori di questo blog amano molto la cucina e ritengono che questa sia un arte ed un modo per informare, non mancheranno dei post dedicati a qualche nostro piatto preferito.
L'autore principale chiaramente sarà Alessandra che è riuscita a far ingrassare Stefano di ben dieci chili con i suoi piatti gustosi, ma fa lo stesso, tanto adesso lui è a dieta. Prossimamente quindi, insieme agli articoli dedicati all'informazione troverete qualche ricetta gustosa. D'altronde un blog di informazione deve contenere un po' di tutto. 
Vi terremo aggiornati.

Alessandra Lombardi
Stefano Terraglia

mercoledì 29 giugno 2016

In ricordo di Margherita Hack

Tre anni fa fa scompariva il grande scienziato Margherita Hack
Spazio Informazione Libera la ricorda con un un video:

Sette anni fa la tragedia di Viareggio

Foto su licenza Creative Commons Autore: Rabendeviaregia
Trentatré morti e 25 feriti, questo è stato il bilancio della sciagura accaduta sette anni fa a Viareggio. Poco prima della mezzanotte, una fiammata proveniente dalla fuoriuscita di GPL da un vagone cisterna delle Ferrovie dello Stato, avvolse un intero quartiere uccidendo ed ustionando, devastando edifici ed infrastrutture. Riporto integralmente quanto scritto al proposito su Wikipedia invitando a cliccare qui per un meritato approfondimento.
Alle 23:48 del 29 giugno 2009, il treno merci 50325 Trecate-Gricignano, con il suo convoglio di quattordici carri cisterna contenenti GPL, deragliò per cause probabilmente legate al cedimento del carrello del primo carro cisterna, che trascinò fuori dai binari altri quattro carri. Dal primo carro, la cui cisterna venne perforata da un elemento dell'infrastruttura, fuoriuscì il GPL che saturò presto l'aria circostante incendiandosi repentinamente alla prima possibilità d'innesco (il GPL ha una densità più alta dell'aria, perciò rimase a contatto con il suolo).
I danni furono immediati e 11 persone persero la vita in pochi minuti, investite dalle fiamme o travolte dal crollo degli edifici; altre due persone vennero stroncate da infarto e decine rimasero ferite; di esse molte riportarono gravissime ustioni[4] e la maggior parte morì, anche a distanza di diverse settimane dall'evento. I due macchinisti rimasero indenni in quanto dopo aver dato frenatura al convoglio si misero in salvo dietro ad un muro che li riparò dalla fiammata del gas innescato.
Il deragliamento si verificò in corrispondenza del sovrappasso pedonale che scavalca il fascio binari sud della stazione ferroviaria, collegando via Burlamacchi con via Ponchielli. Il gas sembra essersi propagato in direzione di quest'ultima via, nella cui area si registrò infatti il maggior numero di vittime, feriti e di edifici crollati o danneggiati. Alcune abitazioni furono poi abbattute su ordinanza delle autorità comunali perché non più agibili o per costi di riparazione superiori ad una ricostruzione ex novo. Nei giorni successivi fu inoltre abbattuto anche lo storico sovrappasso ("La Passerella") per i gravi danni strutturali riportati a causa dello stress termico.
In totale si contarono 31 morti[5] (33 contando i due deceduti per infarto) e 25 feriti. I funerali di Stato ai quali parteciparono almeno 30.000 persone si tennero il 7 luglio[6] allo Stadio Torquato Bresciani per 15 vittime, altri 7 ebbero le esequie con rito islamico in Marocco.[7] Due altri decessi, avvenuti per infarto, non vennero inseriti nella lista ufficiale.

Ottantasette anni fa nasceva Oriana Fallaci

Il 29 di giugno del 1929 nasceva a Firenze una tra i più amati autori di tutti i tempi, Oriana Fallaci. 
Spazio Informazione Libera ha voluto rendere omaggio a questa scrittrice, giornalista e attivista italiana con una raccolta nella sezione biblioteca di questo sito, contenente la sintesi delle sue opere. Ricordiamola anche come "uno degli autori più letti e amati nel mondo” come la definisce il rettore del Columbia College of Chicago prima di conferirle la laurea ad honorem in letteratura. Inizia la sua carriera giornalistica come cronista ma vista la sua abilità ben presto si dedicherà ad incarichi di maggior rilevanza, come le interviste a personaggi politici di notevole importanza. Diverrà poi, prima inviato speciale e in seguito corrispondente di guerra, iniziando dal Vietnam, poi la guerra Indo-Pakistana e ancora in Sud America e in Medio Oriente. 
Tra le sue interviste ne ricordiamo alcune: nel novembre del 1972, l'Europeo pubblicò un intervista di Oriana Fallaci ad Henry Kissinger che lei definì : “Un quarantottenne con gli occhiali a stanghetta, dinanzi al quale James Bond diventa un invenzione priva di pepe. Lui non spara, non fa a pugni, non salta da automobili in corsa come James Bond, però consiglia le guerre, finisce le guerre, decide del nostro destino e lo cambia”. Dal libro Intervista con la storia pubblicato da Rizzoli nel 1974, nell'intervista con Golda Mair rivela: “Non riuscirò mai a giudicarla col disincanto che vorrei impormi quando dico che un personaggio potente è un fenomeno da analizzare in freddezza, col bisturi...” Sempre dal libro Intervista con la storia, con Giulio Andreotti racconta: "Lui parlava con la sua voce lenta, educata, da confessore che ti impartisce la penitenza di cinque Pater, cinque Salve Regina, dieci Requiem Aeternam e io avvertivo un disagio cui non riuscivo a dar nome. Poi, d'un tratto, compresi che non era disagio. Era paura. Quest'uomo mi faceva paura..."
Per ultima delle tante interviste contenute in questo libro vorrei citare quella con Alexandros Panagulis, suo compagno di vita dal 1973 al 1976, una delle tante definizioni di lui contenute in questa intervista che riassume un po' tutta la loro storia, alla quale ha dedicato anche, a mio avviso un libro stupendo: “Un Uomo” è: “Timido, testardo, orgoglioso, era mille persone dentro una sola che non potevi mai rinunciare ad assolvere”.
Tra le altre sue opere letterarie tradotte in più di trenta paesi ne ricorderò solo alcune: “Lettera a un bambino mai nato”, “Penelope alla guerra”, “Insciallah” “La forza della ragione”,”La rabbia e l'orgoglio” e molti altri ancora che potrete trovare più dettagliati nella nostra raccolta nella sezione biblioteca. Oriana Fallaci oggi averebbe compiuto 87 anni e noi le vogliamo fare gli auguri semplicemente così, buona lettura.

Alessandra Lombardi

venerdì 24 giugno 2016

Brexit, cosa accadrà adesso

Pare che dopo gli effetti del voto inglese sulla Brexit, il mondo politico senta la necessità di lanciare continuamente appelli orientati al rilancio dell'Europa. Soltanto adesso si accorgono della sofferenza delle classi medio basse, dell'errore che è stato fatto nel sottovalutare le esigenze dei cittadini. L'Europa, che avrebbe dovuto essere il continente dei popoli è diventata con il tempo serva della leadership tedesca. Da questo ne sono derivate politiche rovinose per quanto riguarda le esportazioni e le importazioni regolamentando il mercato con norme che hanno obbligato i paesi a comprare obbligatoriamente dagli stati dell'unione pur essendo autosufficienti con i propri prodotti. Politiche rovinose per quanto riguarda direttive non compatibili con le abitudini e la cultura dei singoli stati. 
L'Europa non sono gli Stati Uniti d'America, l'Europa ha una storia ben diversa con sovranità differenti, basta pensare alla quasi totalità di monarchie presenti. E pensare che soltanto nel secolo scorso l'Europa era teatro di guerra, con una Germania comandata da un pazzo, un Italia che non era da meno ed il restante degli stati in ginocchio. Potevamo andare oltre con il progetto Europa, ma a causa del capitalismo sfrenato, delle partite giocate in maniera sporca dalle banche, dalle false promesse fatte a milioni di cittadini, il risultato inglese era inevitabile. Se i governi di tutti i paesi europei non si renderanno più credibili affonderemo, con pochissime possibilità di sopravvivenza.

Stefano Terraglia

GIROTONDO SUL MONDO: Considerazione dopo il referendum in Inghilterra

giovedì 23 giugno 2016

La caduta della sinistra

Una sinistra che non è mai stata sinistra prima o poi collasserà su se stessa. Rinnovare un partito non significa cambiare radicalmente l'orientamento e mutare gli aspetti dell'ideale principale sul quale si poggiano i principi di base, in questo caso diventa una menzogna per tutti coloro che ci hanno creduto. A mio avviso questa è la fine che farà il PD e di conseguenza questo governo. La responsabilità principale è da individuarsi nel leader, che tra l'altro si è fatto carico di due impegni non indifferenti: quello di segretario di partito e di presidente del consiglio dei ministri. Cariche compatibili, ma difficilmente gestibili in contemporanea, specialmente in un periodo storico come questo dove tutta la politica viene messa in discussione. La presunzione non è stata da meno e gli italiani non sono più disposti a credere a quelle promesse che assomigliano più a televendite che a reali progetti possibilisti. Una sinistra che ha messo le mani sui diritti dei lavoratori, che sta distruggendo la sanità pubblica a favore delle iniziative private, una sinistra che ha illuso gli italiani con un contentino di ottanta euro in alcuni casi richiesto indietro con gli interessi, una sinistra che ha promesso lavoro, ma ha aumentato di fatto la disoccupazione. Tornando a parlare di sanità siamo arrivati al punto di essere costretti a pagare di tasca ogni visita, ogni test, tra l'altro dentro le stesse strutture dove esistono strumenti diagnostici acquistati con i soldi di tutti. Una sinistra che ha favorito le banche e non gli operai, che ha tralasciato le classi più povere, la piccola impresa, una sinistra che non c'è più. Una sinistra che ha rivolto l'assistenzialismo sociale prevalentemente agli stranieri sottovalutando che ci sono milioni di poveri tra i contribuenti italiani.
A mio avviso questa sinistra dovrebbe sparire dal panorama politico italiano, spero che non ci impressioneremo se tra poco saremo investiti da un periodo di giustizialismo. E' colpa nostra, per il nostro assenteismo alle urne, per le scelte ignoranti che abbiamo fatto, per aver bevuto troppa tv, ma soprattutto per aver mandato al potere persone che hanno poi rovinato l'Italia. La prossima volta andiamo a votare scegliendo con accuratezza e ragionevolezza e non per simpatia. Con la simpatia si vendono meglio casse d'arance che il futuro dei nostri figli.

Stefano Terraglia

Inghilterra: Oggi il referendum

martedì 21 giugno 2016

Un coordinamento internazionale dell'informazione

Oramai sono oltre quindici anni che i social network esistono e proliferano su Internet, molti utenti, inizialmente scettici si sono sono poi aggiunti ed hanno creato un' intensa comunità di centinaia di milioni di persone in tutto il mondo. Chi tiene impiedi questi social network sono alcune multinazionali che noi conosciamo bene, multinazionali che alla base del loro profitto hanno l'introito derivato dalla pubblicità inserita da terze parti. 
Google, Facebook, Twitter, per esempio, sono multinazionali prevalentemente disinteressate al carattere dei contenuti degli utenti, ma sono attente al relativo successo delle relative visualizzazioni.  A loro non interessa, ammesso che non vi siano ricorsi sensati, ciò che viene espresso pubblicamente nei contenuti, ma interessa l'introito derivato dagli inserzionisti, che tramite questi contenuti, associano la loro pubblicità a pagamento. Resta di fatto che su queste piattaforme le stesse multinazionali potrebbero giocarsi il ruolo di censori sopra ogni parte e vendersi ad un paese o ad un altro filtrando, in cambio, ogni tipo di informazione che attraversa i loro server. Non esiste alcuno stato al mondo in grado di poter chiudere i rubinetti dell'informazione della rete intervenendo direttamente sul fornitore dei servizi, anche se è possibile intervenire fisicamente sui provider della telefonia seguendo il modello nord coreano, ma sino a che non si instaura malauguratamente una dittatura non possiamo immaginare certi scenari. 
Nel frattempo diverse persone si stanno organizzando e si adoperano continuamente nella condivisione di informazione proveniente da fonti del tutto alternative e completamente al di fuori dal contesto audiovisivo di massa. Queste persone non sono giornalisti, si collocano nella sfera degli appassionati informatori indipendenti assoluti, vale a dire che non necessariamente devono rendere conto a qualcuno. Si assumono le loro responsabilità nel divulgare notizie e stanno imparando pian piano a rispettare una certa deontologia, per esempio: la non diffamazione, la pubblicazione di notizie veritiere e non tendenziose, ma più che altro sono autonomi nell'impaginazione, nella presentazione, nella grafica, senza tralasciare la loro capacità nel realizzare contenuti multimediali. 
Si moltiplicano le pagine sui social network dedicate alle notizie, aumentano i bloggers, ma più che altro si intensifica l'attività creativa che sottolinea i contenuti con svariate trovate, arricchite spesso da apprezzabili effetti speciali di qualità professionale.
Credo che sia giunto il momento di inoltrare la possibilità di aggregarsi in un ipotetico coordinamento internazionale dell'informazione che lavori esclusivamente per il bene dell'umanità, con l'intento di organizzarsi anche per una certa autonomia nel triste caso di un black out generale delle piattaforme tradizionali, ma per questo occorrerà ancora del tempo.

Stefano Terraglia

lunedì 20 giugno 2016

Amministrative: Il commento di Matteo Renzi


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Nuovo episodio della web serie "Scoppia la coppia"

I tanto attesi "compagni di scuola" sono finalmente arrivati in questo nuovo episodio di "Scoppia la coppia".
Dal magico specchio, come la strega di Biancaneve, Danda chiede chi è la più bella del reame e magicamente una sorpresa fa si che questi due compagni un po' particolari arrivino improvvisamente a casa, interrompendo la lettura del libro giallo di Terris. Anche stavolta i due "nuovi personaggi" vi faranno sbellicare dalle risate in un'atmosfera così paradossale che più paradossale non si può. Il nuovo episodio della web serie è adesso disponibile per la visione e la condivisione.



Primi segnali di cambiamento

La vittoria del Movimento Cinque Stelle nelle amministrative di Roma e Torino è un segnale molto importante che stanno dando i cittadini in risposta alle politiche ormai logore e vacillanti di questo sistema. La gente forse si sta accorgendo che il nuovo che avanza potrebbe essere un motivo per rivoluzionare questo sistema politico. La storia deve per forza di cose subire dei cambiamenti, trasformarsi, eludere la stagnazione, l'ignoranza. Occorre combattere la burocrazia, orientarsi verso la tutela dello stato sociale, ma soprattutto smettere di giocare con le tasche di chi lavora, di chi muove principalmente la macchina di questo paese. La sinistra italiana si è venduta da tempo a quelle logiche che di base non gli sono mai appartenute, trasformando il comunismo da ideale a concetto pratico, senza mai passare da una rivoluzione, inglobando liberismo, riformismo, cattolicesimo, dipingendosi di un colore così sbiadito e trasparente che le classi operaie non sono più riuscite a vedere. Eppure gli operai ci sono ancora, chi non arriva alla fine del mese con i suoi risparmi esiste, eccome se esiste. Verso chi devono porre la fiducia gli italiani? Verso quale partito? Nel nostro panorama politico, come ho già detto, qualcosa di nuovo c'è, può darsi che sia un'ancora di salvezza, può darsi che sia un'espressione o una scelta politica di protesta, ma qualcosa di nuovo esiste. Queste elezioni amministrative segnano una svolta che sicuramente si ripercuoterà sulla politica di governo, con la speranza che i futuri scenari riescano a vincere il malcontento della gente. Ad oggi, a giudicare da ciò che viene scritto dai cittadini sui social network in risposta a quanto accade politicamente in Italia, la situazione appare molto preoccupante.

Stefano Terraglia

domenica 19 giugno 2016

Erano soltanto gay?

Sabato 18 giugno 2016, a Firenze si è svolto il “Toscana Pride”Spazio informazione libera avrebbe voluto esserci, ma purtroppo fisicamente non siamo riusciti a partecipare. Se ci fossimo stati avremmo raccolto non solo le solite interviste, ma avremmo potuto condividere quel lutto ignorato fin troppo, ma fortemente sentito nei cuori e nelle menti di questi ragazzi. Quel lutto che ha sicuramente scaturito sentimenti di aggregazione, solidarietà, intima rivalsa per un oltraggio subìto. Per molti giorni, non li ho contati, ma erano molti, ho visto scorrere nei social network foto di profili con lo sfondo dei colori della bandiera francese, quale atto di solidarietà per la strage di Parigi, condivisi dagli stessi gay, quelli che spesso molti di voi definiscono "diversi". Loro non si sono fatti problemi di sesso, si sono schierati con la solidarietà comune come veri uomini e donne. 
Gli etero invece, quelli che si considerano i normali nel mondo, non si sono sprecati nemmeno in un messaggio di cordoglio o quanto meno un messaggio di solidarietà umana per la strage di Orlando. Nessuno ha vestito la bandiera statunitense. Tutti hanno continuato a percorrere la propria strada, si sono messi davanti ad un televisore e hanno aspettato la partita degli europei. Europei che si svolgono in una Francia a mio avviso confusa, visto che di giorno lotta con vigore e determinazione contro le riforme sul lavoro e di notte, per festeggiare gli ipotetici passi avanti, diventa il ring di tifosi violenti che si scontrano per motivi futili. Quel maledetto pallone che rimbalza da un piede ad un altro spesso corrotto e calciato da giocatori che vengono pagati fior di quattrini, fa sempre più schifo. I più squallidi sono proprio i tifosi, che tutto hanno fuori che l'orgoglio dei nobili ideali. Ancora più vergognoso è che in un campo gremito di migliaia di persone e milioni di altre davanti ad uno schermo, nessuna delle squadre si è degnata di indossare una fascia a lutto, ne di ricordare la strage di Orlando con il solito minuto di silenzio, di solito rispettato in tutte le circostanze del genere. In una Francia abbracciata da tanta giusta solidarietà per il lutto subito a Parigi, forse mi sarei aspettata anche una sospensione della partita. Su questi cinquanta ragazzi scomparsi che hanno pagato con la vita quello che tutti ritengono peccato, ma che è semplicemente il diritto di vivere il proprio amore, c'è stata un'indifferenza assoluta. L'arroganza nel giudicare porta spesso a imporsi come esseri perfetti, ma l'ignoranza retrograda fatta di spregevoli pregiudizi non conferma di certo questa teoria. Da quando ero bambina, e mi rivolgo a tutti i cattolici, a mio avviso i più ipocriti, mi chiedo: “Se Adamo ed Eva sono stati un uomo e una donna che hanno dato vita al mondo, ma hanno concepito Caino e Abele, due figli maschi, l'umanità con quale stratagemma divino si sarebbe evoluta? Incesto? Omosessualità? Pedofilia? Cos'altro?
Oggi che sono una donna ormai matura, rifletto ancor di più e cerco ancora di darmi una risposta al quesito di Adamo ed Eva. Ho capito però, quanta incoerenza e quanta ipocrisia ci sia in tutte quelle persone che si credono perfette.

Alessandra Lombardi