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mercoledì 3 ottobre 2018
Panorama notizie 3 ottobre 2018
giovedì 27 settembre 2018
Firenze: Il contratto del comparto sanità, interviene Paolo Porta
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| Paolo Porta - Consigliere nazionale sindacato Nursind |
Assemblea generale dei dipendenti del comparto sanità dell'ospedale di Careggi a Firenze. Nel corso dell'assemblea, interviene Paolo Porta, consigliere nazionale e segretario aziendale del Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche. Sono stati affrontati diversi temi derivati dal contratto del comparto firmato da CGIL CISL UIL, FIAL e FSI, nettamente respinto dai sindacati di categoria Nursind e Nursing up e tutti i sindacati di base. Il contratto si riferisce al periodo 2016-2018, rinnovato dopo quasi dieci anni, con aumenti irrisori e nettamente peggiorativo. Nell'intervento sono stati sottolineati diversi punti importanti tra i quali la difficile l'interpretazione degli articoli del contrato stesso, articoli che lasciano ampio spazio alle controparti di eludere diversi diritti e clausole. Gli aumenti degli stipendi del comparto sanità sono stati di poche decine di euro lorde che non rendono merito ad alcuna categoria, in modo particolare agli infermieri, professione con formazione universitaria caricata di numerose responsabilità civili e penali. Durante l'assemblea sono intervenuti inoltre Monica Borti, dirigente aziendale RSU del Nursind e Francesca Romano, coordinatore aziendale Cobas. L'assemblea è stata richiesta dai dipendenti di careggi attraverso il gruppo Facebook "Careggi Città Aperta" che si occupa di collaborare con le organizzazioni sindacali al fine di rendere maggiormente visibile la rispettiva attività delle sigle sindacali, organizzando e moderando i post di tutti i dipendenti a livello nazionale che afferiscono al comparto sanità. Il gruppo è aperto anche ai medici.
venerdì 21 settembre 2018
Deep Dives - Game in Florence
Insieme a Marco Terraglia questo nuovo video nella nostra playlist Deep Dives dal titolo "Game in Florence", una clip sulle note di un brano techno dance.
mercoledì 12 settembre 2018
L'Europa imbavaglia la rete
La direttiva del bavaglio alla rete è stata approvata a Strasburgo. I signori dei giornali e della televisione che si sono sempre creduti vangelo dell'informazione, avendo progressivamente perso lettori e spettatori a causa del pattume che spesso propongono, approvano una direttiva che impone una tassa sulla condivisione dei contenuti in rete. In pratica, social, blog, video sharing, dovrebbero pagare una tassa ogni volta che un utente condivide, E NON COPIA, un post di un giornale, un trafiletto, un articolo e così via, ma anche foto, video, contenuti audio e così via, rendendo praticamente impossibile ogni sorta di commento al riguardo. Vogliono essere corrisposti, perché la condivisione per loro significa copiare un contenuto, quando si sa per certo che il codice è quello della loro pagina. Vogliono guadagnare dai links perché chiaramente nessuno compra più un giornale o siede tutte le sere davanti al TG di regime. Un vero e proprio bavaglio, un tentativo di minare la rete. Rischieremo pian piano di avere limiti sempre più evidenti, perché chiaramente la rete fa paura. Si stropicceranno le mani i padroni dell'informazione, padroni di RAI, Sky, Repubblica e tutto ciò che ancora gira intorno a quella minoranza che, nonostante in Italia abbia una percentuale ridicola di consenso, continua ancora ad imperare. Questi quatto gatti ci provano con l'Europa con l'appoggio di Macron e Merkel, facendo passare direttive imbavaglianti, distruggendo conseguentemente le fondazioni libere ed eccellenti come ad esempio l'opera di Wikipedia che rischia di chiudere. Come del resto ci abbandoneranno tutti i social network che con questa misura saranno costretti a pagare i diritti alla fonte principale di ogni link condiviso.lunedì 10 settembre 2018
Trenta giorni in mare
Il viaggio di una grande nave mercantile ripreso in timelaps nell'arco di trenta giorni. Direi un video spettacolare anche per capire quanta merce inviamo attraverso i mari.
domenica 2 settembre 2018
Patetici ritorni
Mi dispiace che molti nostalgici, e li capisco perché in parte lo sono anche io, abbiano da meravigliarsi di questo nuovo mondo e del degrado culturale nel quale si è infognato. La rete, i social network, il bla bla bla di ogni singolo povero cristo intrappolato nel concetto di condivisione, la politica sempre più contraddittoria, ma soprattutto l'ingenuità di ognuno di noi che a sua insaputa diventa membro di una schedatura mondiale passiva regalando al potere ogni nostra singola scorreggia. E' così e non possiamo farci niente se non decidere di uscire, ma ciò renderebbe ancor più oscurata la nostra partecipazione attiva al movimento di idee che oggi regola il pensiero collettivo. Non esistono alternative, in quanto le piazze sono costantemente monitorate da sistemi tecnologici che permettono l'individuazione di ogni singolo focolaio di resistenza violenta. E non è detto che le voci non possano essere progressivamente oscurate con il controllo e di conseguenza la limitazione della libertà di espressione sulla rete. Quindi i nostalgici non possono esemplificare le nuove strade da percorrere facendo riferimento alle lotte che furono, sarebbe come pretendere di cercare di alimentare a carbone una moderna utilitaria. Tutto il divenire dovrà essere nuovo, originale, affinato ed adattato ai nuovi tempi. Noi nel nostro progressivo invecchiamento possiamo soltanto ricordare e fare tesoro storico di ciò che è stato, dobbiamo prepararci alle novità più che alle repliche. Non ci sarà un altro fascismo, un altro comunismo, un nuovo sessantotto, ma ci saranno novità assolute e proprio perché avranno caratteristiche profondamente differenti dal passato, ci coglieranno, se saremo ancora vivi, di sorpresa. Mi eccita molto di più immaginare cosa sarà che auspicarmi patetici ritorni. Stefano Terraglia
lunedì 20 agosto 2018
Le case sotto il Ponte Morandi
domenica 19 agosto 2018
Cronostoria di una colpa
L'italia uscì disfatta dalla seconda guerra mondiale, i partigiani e gli anglo americani liberarono l'Italia, cadde la monarchia e nacque l'Italia repubblicana. Chapeau a chi ha combattuto. Finita la guerra, seppur ancora in povertà, ma chiaramente in sicurezza, la gente iniziò a partorire figli, che durante la ricostruzione crebbero un po' tra le macerie e un po' tra i cantieri. I loro padri negli anni 50 erano ancora in piazza a combattere per i diritti sul lavoro e a disarticolare i rimanenti stralli che ancoravano lo stato sociale al vecchio regime. Arrivarono gli anni sessanta, ripulite le macerie e lottizzati i terreni agricoli, iniziò lo tsunami del cemento. Palazzoni, automobili e lavoro per tutti. I ragazzi nati nel dopoguerra erano diventati tutti giovanotti, figli di uno stato sociale solido, con le loro scuole, le loro fabbriche, la loro Lambretta. I loro padri con la 500, la 600, l'850 ed il borghese con la 1100. Classificati, tutti. Poi arrivò il 68, esplose la contestazione, generata dall'onda nata sulle spiagge del benessere (California) e non certo dalla fabbriche...scontri tra manifestanti e poliziotti, tra ricchi e poveri insomma. Dal cazzeggiamento borghese, successivamente, arrivarono anche gli anni di piombo, dove un manipolo di illusi, uccidendo degli innocenti senza alcun potere esecutivo, volevano fare la lotta per il comunismo, cagati zero persino dall'Unione Sovietica. Poi arrivarono gli anni 80, il culmine, la Milano da bere, il socialismo Craxiano, l'arrivismo, poi gli anni novanta con Berlusconi....insomma i giorni di oggi. Morale della favola? Noi siamo quella generazione, che per la prima volta dal dopo guerra stiamo peggio dei nostri padri e i nostri figli staranno ancora peggio. Possiamo salvarli? Io dico di si! Iniziamo a fare l'opposto di ciò che è stato sino ad oggi, bisogna cambiare tutto!
Stefano Terraglia
sabato 18 agosto 2018
Da Società Autostrade niente elemosina
Salvini, da Autostrade minimo sindacale - "Ho visto che Autostrade ha chiesto scusa e che metterà dei soldi, meglio tardi che mai, ma se qualcuno pensa che con questo possano pagare le loro colpe ha sbagliato, è solo il minimo sindacale". Lo ha detto il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini al caffè della Versiliana a Marina di Pietrasanta (Lucca). (Fonte: Ansa)
giovedì 16 agosto 2018
Il disastro di Genova
Spazio Informazione Libera si unisce al dolore dei familiari delle vittime del disastro di Genova. Nello stesso tempo ci auguriamo che venga resa quanto prima giustizia.
lunedì 13 agosto 2018
Escursione - Anello delle burraie
Bellissimo anello totalmente boschivo lungo il quale si possono ammirare alcune delle burraie della zona. Le burraie erano delle costruzioni in pietra in prossimità di sorgenti dentro le quali veniva fatta transitare l'acqua fresca. Queste, al riparo dai raggi del sole e spesso seminterrate, venivano utilizzate per la produzione del burro. Sempre in pietra, all'interno, vi erano delle vasche dove l' acqua corrente manteneva freddi i contenitori del latte. Molte di queste burraie sono state restaurate e producono ancora acqua fresca, altre sono state danneggiate dal tempo e ad oggi in stato di rovina. In queste strutture veniva prodotto burro sino alla fine della seconda guerra mondiale circa.
Siamo partiti da Santa Brigida, una frazione di Pontassieve (Firenze) e seguendo il percorso CAI dedicato abbiamo percorso quasi 13 chilometri con un dislivello di 454 metri.
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venerdì 10 agosto 2018
giovedì 9 agosto 2018
lunedì 6 agosto 2018
Escursione - Anello del Pratomagno
Siamo partiti da Rocca Ricciarda (Loro Ciuffenna - Arezzo) e attraverso sentieri CAI abbiamo raggiunto, con pendenza abbastanza impegnativa, la celebre croce del Pratomagno. La discesa è stata altrettanto impegnativa in quanto nell'ultimo tratto abbiamo costeggiato il fiume Ciuffenna attraverso un sentiero quasi invisibile e poco segnato. Consigliamo pertanto uno smartphone ben carico e una buona esperienza. In alcuni tratti non vi è segnale telefonico, fate attenzione, informatevi prima di partire che il fiume Ciuffenna non sia in piena, altrimenti potrebbe essere pericoloso costeggiarlo. Nel complesso il percorso è fattibile, ma occorre del tempo, partite presto e calcolate un margine utile, alcuni tratti boschivi sono meravigliosamente cupi. Abbiamo percorso quasi 11 chilometri con un dislivello di 756 metri e ne è valsa veramente la pena.
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mercoledì 1 agosto 2018
Escursione - Anello di Monte Morello
Non potevamo tralasciare un'escursione al bellissimo Monte Morello, tra l'altro vicino a casa. Siamo partiti dal celebre Rifugio Gualdo ed abbiamo proseguito in salita, sul sentiero contrassegnato, sino a raggiungere la prima cima e poi la seconda con la grande croce. Abbiamo proseguito verso la terza cima, poi siamo discesi completando l'anello. Bellissimi panorami e ricca flora, anche se molti pini manifestano segni di sofferenza. Abbiamo percorso in totale oltre 10 chilometri ed un dislivello di 667 metri.
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